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Cara acqua, acqua cara – Relazioni d’acqua” – Piano Nobile di Palazzo Doglioni, Borgo Piave BL – 2025

Non sono un critico, non ho studiato arte, e non sono – ovviamente - un artista. Giorgio e Antonio hanno insistito perché fossi io a parlare, ed eccomi qui. Chiedo comprensione.

Quando una mostra espone opere di un solo artista si dice che è una mostra personale. Beh, questa è di più. È una mostra intima, profonda, quasi viscerale. E dolorosa. Per Giorgio Vazza l’acqua non è solo un tema per le sue opere. È il tappeto profondo, il riferimento ineludibile, lo strato che sottiene la sua attività di artista. E, penso, la sua vita. Lo capirete bene nella ultima stanza di questo percorso che ci propone, con l’opera intitolata “Passaggi Obbligati. Sui miei passi”, su cui poi tornerò brevemente.

Quando entreremo negli spazi della mostra, quando saliremo le scale ripide e un po’ oscure che ci sollevano da questa piazza a un livello più alto, prima di guardare le opere, se possibile, guardiamo dalla finestra. Da qui il Piave non si vede, ma, da sopra, il fiume e l’acqua in movimento, le sponde abitate o inselvatichite, non sono solo uno sfondo, ma un elemento importante della mostra, quasi un’opera in sé, che dialoga con le altre opere, con il luogo in cui ci troviamo, con l’artista. E lo scorrere continuo, quasi perpetuo del fiume segna una continuità, un ritorno e quasi una inevitabilità del nostro rapporto con l’acqua. 

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Materia – le forme del contemporaneo nella scultura” – antico Foro Annonario, Senigallia – 2024

(…) Tra le tante pregevoli opere presenti almeno tre si possono riconoscere come presenze diversificate per l’utilizzo di una contaminazione evidente del linguaggio che esprimono che apparentemente non è solo scultura. Sono tre opere prodotte non da scultori, ma come almeno due di loro preferiscono definirsi “operatori visivi”: la contaminazione dei linguaggi, la presenza di elementi tridimensionali, ma anche del segno bidimensionale, di materiali eterogenei, della parola stessa, è una costante nel loro lavoro.

In ogni caso in queste tre opere c’è il “togliere o l’aggiungere” materia su materia, tipico della scultura, per svelare all’interno della materia ciò che è nascosto. E questo togliere e aggiungere è programmaticamente demandato e realizzato da chi il marmo lo lavora attraverso la mediazione progettuale che comunica il pensiero; il lavoro realizzato è poi effettivamente prodotto da Senamarmi.

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Luoghi riflessi” – Personale di pittura e installazioni. Oltre Le Vette, Palazzo Bembo, Belluno – 2023

In questa mostra troverete opere prevalentemente pittoriche, alcune delle quali inedite. Ma Giorgio Vazza, pur praticando da sempre la pittura, non si può definire semplicemente un pittore; la sua è una ricerca prismatica e complessa.

Pur seguendo da molti anni una linea rigorosa e coerente, Vazza spazia infatti dalla Land Art alle installazioni, dal libro oggetto alla scenografia, dal disegno minimalista al concettualismo puro. In questo senso è un artista pienamente contemporaneo.

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“Luoghi“ – Personale di pittura. Galleria dell’Eremo, Rua di San Pietro di Feletto TV - 2023

Stratificazioni. Il pensiero corre subito ad una montagna lontana, al Vinicunca. Corre al Perù. Alla distesa montana colorata. Giorgio mi accoglie con le opere aperte nell’aperto. All’esterno della sua casa. E subito mi si parano davanti le stratificazioni di millenni di luoghi.

Sono i luoghi dell’anima, mi dice.

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L'arte gentile di Giorgio Vazza (articolo pubblicato sulla rivista Niedern Gasse). “Luoghi“ – Personale di pittura, Galleria dell’Eremo, Rua di San Pietro di Feletto TV - 2023

"Bisogna inventare. / Una stalla può diventare / un tempio e / restare magnificamente una stalla." (Antonio Neiwiller)

Le opere che Giorgio Vazza espone nella Galleria dell'Eremo a San Pietro di Feletto (TV) dal 4 marzo al 1 aprile documentano una tappa importante della sua ricerca pittorica, ma rappresentano solo un versante della sua ricerca artistica che è prismatica, multiforme, quasi inafferrabile nella sua varietà. Pur seguendo una linea rigorosa e coerente, Vazza spazia infatti dalla Land Art alle installazioni, dal libro oggetto alla scenografia, dal disegno minimalista al concettualismo puro. Multiformi sono anche i materiali con cui da sempre lavora: rami, sassi, fili d'erba, rame, ferro, vetro, plastica, legno… Da ciascun materiale sa far uscire una voce diversa ma consonante in movimenti corali, incastrando una pluralità di elementi in un'operazione creativa che a volte si spinge quasi oltre se stessa sino a comprendere l'interazione interpersonale (si vedano ad esempio gli stupefacenti lavori di Land Art che da qualche anno periodicamente realizza insieme a un gruppo di giovanissimi studenti del suo territorio).

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